Inferni perduti

In un sogno ho visto la realtà
che mi perseguita da sveglio
Una scogliera bianca e solitaria
Proiezione del mio inferno
Inseguendo
le tue vene lungo le braccia
Sai, ho visto te
piangere lacrime di rabbia

Cartoline sfocate
di vite non vissute
Degli amori tagliati male
Delle pasticche di comprensione
mandate giù come vermi d’Agave
in un sorso solo

Hai mai seguito
le lucciole
fino al loro cimitero?
Ho cambiato le batterie
delle mie consuetudini
per cinque anni

Hai visto
le scogliere di lacrime e compianti
di sguardi di desiderio
e di infinite lontantanze?

Non ti ho mai detto
Non ti ho mai detto
che sarei stato capace di dirlo
Saresti capace di scriverlo sulla sabbia?

Allora distruggi queste rocce
masticale fino a farle polvere,
Lascia che la silice si asciughi
lascia che il tempo passi
fino alla tua morte
Lascia che prenda le tue vene
per farne corde
del più dolce dei violini
Da far spruzzare lacrime dagl’occhi
come fossero arterie recise

Fino a quando continuerà
l’onda degli elefanti
a scontrarsi contro questo muro?
Basta lacrime sulle labbra
piango bianche lacrime di sabbia
gabbia di formiche
e mici indecenti
incesti di silenzi
e freddi altiforni
protesta di falene
e code di gatto
specchi di altalene
e rospi in astinenza
esplosi dal troppo fumo
esplosi dal troppo parlare
Io ti ho detto
ma sai che non è vero
E il fumo che scende
sulle travi delle porte

Capitelli di lacrime
e coltelli lanciati contro la forca
piantati i pali sull’altare
lacrime di sale e bianco di denti
ferite di silenzi
battono i piedi gemono
le farfalle nere in spire cadono
valanghe di tormenti
di sguardi tagliati dal pregiudizio
terrore di perdersi
e solo questi immensi precipizi
a farci obliare i momenti felici

distrutti e divorati in un secondo
e Dio non scenderà a salvare il mondo

e d’occhi neri e profondi
muore l’orizzonte
e non sarò mai capace di dirtelo
che ti amo più di quanto resisto

Volevo raccontarti un sogno
ma tutto è diventato reale
appena ho aperto bocca

Ma se solo potessi baciarmi
se solo potessi toccarmi
capiresti in un solo momento
Se tutto questo ci abbandonasse
saremmo nudi come Adamo ed Eva
e piangeremmo con voce rotta
il nostro Inferno Perduto

E noi distrutti e divorati in un secondo
e Dio non scenderà a salvare il mondo

Vorrei curare questa malattia
esser capace di asportare la tristezza
Vorrei poter lasciare
qualche ricordo di me
che non muoia dopo una sbronza

Proverò a scriverlo sulla sabbia
Distruggerò queste rocce
Spegnerò le lucciole
lascerò asciugare la silice
fino al giorno della mia morte

Poi di questa scogliera
rimarrà solo
un lungo sonno senza sogni.

***

[Ver. 4/9/2009, da ver. 19/2/2009 per la performance “9 16 23”]

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