Il gigante sotto la montagna

Ho aspettato…

La luna ruotava lenta sul mio capo
Gli eserciti di uomini avanzavano
Prima dell’alba
le case dei ribelli erano un’unica luce notturna
Tra le fiamme
una balia in lacrime
porse il bambino tra le braccia del cielo
e chiese perdono…

Ho aspettato…
i carri armati hanno circondato
il cuore della città
chiedendo alla dittatura di disarmarsi
e vecchi generali
con le divise sporche di sangue
hanno declamato con recitata passione
l’avvento della libertà
In un attimo
il petrolio s’è misto al sangue
ed i fiumi cono diventati sentieri di fango,
e poi deserti
Ai miei piedi
l’acceleratore nucleare ruggiva
e i bimbi nelle culle piangevano
perché l’aria s’era fatta greve…

Ho aspettato…
I governanti dei paesi ricchi
hanno continuato con i loro accordi
Si son spartiti cielo e terra
come divinità preistoriche dell’Olocausto
e dietro le maschere
del perbenismo e del benessere
s’accumulavano i genocidi
nascosti in pozzi di zolfo ed ombre
in fondo al mare
Ed io
ho aspettato…

Un giorno
l’ombra della luna ha coperto il sole
e il mare rombava piangendo
Allora ho creduto giunto il tempo
di risvegliarmi
Ma al primo movimento dei miei arti
e al primo respiro
i laboratori dell’Incubo
e le trombe di guerra della Presunzione
sono scomparse ingoiate dai ghiacci

Ora
potrò tornare
a riposare…

Legami nascosti

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