Terza generazione

Sull’orlo del lenzuolo
scivolo giù nel fiume degli eventi
Basteranno forse i secondi
ad assecondare le banalità quotidiane

I governanti con tuniche da preti
insidiano giovani kellerine
con vassoi carichi di illusioni

La radio ripete “Acqua minerale”
e le spire concentriche
della fantasia borghese
allacciano nuovi accordi
in vista dell’estate

Sull’orlo del lenzuolo
che copre il marcio di queste catene
scivolo giù
nelle acque stagnanti del presente

Le mani frugano
in fondo alle tasche
Non si trovano spiccioli
con cui costruire speranze facili
né bottoni scuciti
per giocare alle pulci

Abbiamo dimenticato
Abbiamo creduto
che non esistano generazioni
migliori della nostra

L’inganno perpetuato
Chernobyl alle spalle
sotto calde coperte di cemento

Il nucleare di nuovo in agguato
Il passato
non più monito,
non più insegnamento.

Legami nascosti

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