Punica Granatum

Incantesimi scritti con la bocca
dalla spalla al lobo dell’orecchio
succhiando il nettare dell’oblio
dalle tue labbra
come chicchi di melograno, ebbro
delle tue braccia avvinghiate
dietro la mia nuca
e delle tue gambe sui miei fianchi
e dei tuoi occhi profondi come oceani
empiti fino all’orlo della luna
e i miei mai stanchi
di sfidare la fortuna
nel cercare nel buio ad occhi chiusi
il tuo sorriso
e nel dischiuderne lo scrigno
con sussurri di narciso
e splendono
azzurri
riflessi argentei sulle acque
di un calmo placido, metallico
e sottile
in questo unico infinito Belvédère
che scorre come un fiume
dalle Dolomiti alla Medina.

Legami nascosti

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