Hide (Hyde)

Nascondersi non basta
a far capire cosa manca
Basta spolverare gli scaffali
e fare posto al nuovo soprammobile
per dimenticarsi cosa c’era prima

Caviglie doloranti
per le volte che i mostri
sotto al mio letto
le hanno tenute strette

Non avere neanche più un volto
da disegnare sul cuscino
Lo senti il vuoto, ancor più grande
quando lo vedi anche ad occhi chiusi
L’incubo nasce
al di qua delle palpebre
e non ti lascia all’alba
ma si alimenta
dei tuoi pasti take-away
accumulati nel lavello
dello schiocco elettrico
di quando cambi canale
in cerca di un porno pomeridiano

Le scarpe allineate lungo la parete
come una squadra SWAT
pronta all’assalto
li vedo sotterrarmi sotto le loro suole
calciare la mia testa
perché entri meglio nella fossa
sprofondarmi
in questo materasso di terra e vermi
per il vizio di non volermi
più dare speranze
di rinchiudermi dietro buchi di serrande
dietro tende di seta e piombo
dietro scatole da scarpe
ricoperte di foglie

Sapessi ritrovarti
in questo nugolo di fantasmi grigi
come frequenze UHF disturbate

Ascoltami! Sparate!
Il fuoco di proiettili nascosti
come parole non dette,
silenzi imbarazzati attorno a un tavolo

Nascondersi non basta
per sfuggire alle domande
per far finta di non rispondere
allo sguardo vuoto nello specchio
e alla barba di tre giorni

Nascondersi non basta
ad avvicinare i sogni
e nessun sogno lucido
potrà accontentarmi

Nascondersi non basta
a innamorarmi
a lasciarmi consolare
dal battito feroce
dentro al cuore
al fuoco che sa creare
al vortice di fiamme
tra le dita
e il solco da tre metri all’infinito
tra me e la donna che m’insegue da una vita
attaccatta con un laccio di scarpe
al mio vestito

Un passo dietro l’altro
poi più nulla
La tomba dei miei spettri,
la mia culla
Il mio culmine di vita
ormai alle spalle
Nascondersi non basta
a capire le stelle.

(17 agosto 2013)

Legami nascosti

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