Il settimo giorno

Distrattamente, facendo finta di niente, come se fosse diverso
Tirarsi dietro il proprietario del locale
e chiedere il riscatto alla sua ricca corte di ubriaconi
Per tutte le vite gettate nel cesso per un contratto interinale
e per i soliti cretini di sempre
che bevono Coca-cola affacciati allo stesso balcone

Ma se proprio, sputami in faccia se mi senti dire cretinate
Che tanto è lo stesso, tanto lo so, io ti conosco
Ti ho visto crescere da quand’eri bambino
Da quand’eri un piccolo borghese col cravattino
E lì giù calci, e pubblicità, e promesse sfacciate
di sogni di gloria e di “saranno famosi” e di futuri migliori
Pisciando sui muri di scuole in affitto da troppi anni alle suore

E noleggiare l’ultimo film di Schwarznegger
per vedere come ti fa il culo un governatore
E mangiarti le unghie insieme al pranzo alla mensa dei poveri
perché così ha più sapore

Se solo l’avessi detto prima, oh, tranquillo, non avrei certo scelto uguale
tra la discarica dell’Occidente e questo Occidente da scaricare
tra scatole da scarpe foderate di incubi
e bambini già nati per fotterti il posto
tra aborti di artisti e leccaculo in divisa
tra fumo di plastica e colla da sniffo
per la grande nottata di ferragosto

Ma chi doveva dirmelo
che proprio tu dovevi fregarci tutti quanti
Bel mondo del cazzo
La prossima volta, il settimo giorno,
fatteli, due conti…

Legami nascosti

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