Prometeo

Non ancora,
ma il tempo di mietere il grano
è quasi maturo

Le cicatrici si fanno sentire
Il gelido dell’inverno
ha già ficcato i suoi artigli
nella vana calura di agosto

Vedo il volto del mio assassino
ogni mattino
mentre mi rado allo specchio

Fisso i suoi occhi
cercando di testare
la sua convinzione
e la sua impazienza

E’ assassinio
uccidere chi non ha anima?

No, non è certo assassinio

Non è assassinio
strappare un diario,
calpestare una foto,
non è assassinio
scrivere su un muro
Non è assassinio
ignorare i lampioni
mentre passiamo sotto la loro luce

No, non è assassinio
uccidere chi non ha un’anima

Nessun senso di colpa, allora
Forse ritroverò la mia innocenza scomparsa
L’innocenza che ho stuprato
contro le pareti della mia arroganza
Io violatore del patto,
Io bugiardo, demiurgo,
adoratore del fuoco,
io che metto le ossa e il fumo
dentro a un sacco
Io che ho cercato
di ingannare gli Dei
ora sono vittima dell’ultimo inganno

Non c’è bellezza
che non sia perpetuazione di un crimine
Non c’è criminale
senza vendetta
Ed io colpevole,
colpevole come non vorrei mai essere
Sono in cerca
delle più alte condanne
per poter lavare via
nel fiume del mio sangue
tutte le colpe della mia arroganza

Perdonami, Dio
Non cercherò più
di infrangere il patto

Ho ceduto il mio cuore
ai cani dell’Ade
in cambio di un paio di occhiali
e della voce del tuono

Ora rimarrò zitto,
lascerò perdere l’amore
Rispetterò il patto
e non cercherò più il mio cuore.

Frammenti di senso

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