Me in my own world

Giro per le stanze

e non vedo cambiare nulla

il quando e il dove siamo esistiti

e il tempo che si è esaurito in esso

Siamo stati spinti,

tirati da un soffio

Siamo stati spinti fino all’estremo

ruggendo di incomprensione

Vorrei poter vedere oltre

Ma un oltre non esiste

Ciò che vedo è solo il mio viso

con il solito sguardo triste

Il tuo viso biancastro

una maschera di gesso

La porta che dà sul balcone

Il grigio della festa

Il silenzio dei miei passi ovattati

L’imbottitura chimica dei miei pensieri

Il fumare di carta nera

Il filtro della ciminiera

Il salone nell’oscurità

In un’oscurita pacata dal mio biancore

Il fumo della stanza

La nebbia del morire

La pioggia che batte e picchia come la gente

e sanguina il mio volto

e le mie orecchie,

ed io tremante

La luce elettrica fascio

come guida della processione

Tutti in silenzio, immobili

La bara guida l’alone

Grigia, continua il sermone

Di passi lenti in queste stanze vuote

Non vedo nulla, oltre queste note

solo la Morte, che dolce annuncia il mio nome.

[24 ottobre 1997 - versione: 14/3/2008]

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