Dita
Ma non potrai
mai venirmi a dire
che tutto questo era falso contatto
fusibili rotti
fusi dall’infusione d’affetto
esplosione solo di concetto
concezione sballata del proprio io pensante
io danzante
in una stanza
cosciente ormai
di aver ucciso la coscienza
assorbito dalla pelle
nell’unanimità del tocco
come se nulla fosse successo
cammini fino al sesso
impugnando le stesse armi
fino a disarmarmi
e sentirmi vuoto dentro
per l’acido corrosivo dell’Incubo
fino a non aver più niente
nel ventre
senza una mente
dita infrante vagano
ma non ne stringeranno
mai più
altre









ancora nascosto
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