OGM

Perso in sinfonie discordanti
aveva chiesto alla pioggia
di seguirlo per un breve tratto
Ma l’ombra
delle nostre paure
infantili e mature
ha trapassato l’orizzonte
ha bucato le nebbie dell’Instabilità
fino a giungere
ai margini di un Dubbio
alto leghe di disillusione
e miglia di incomprensibilità

E all’arrivo dell’Armata dei Giusti
tutti i camion si sono svuotati
col loro carico di manganelli
per sfuggire
allo sguardo sorridente viscido
delle rondini pressofuse

Mentre insetti OGM
svolazzano nell’idrogeno puro

Perché abbiamo paura
Abbiamo paura di non essere niente
Abbiamo il terrore
di poter essere qualcuno
di poter alzare la voce
contro la massa silente

Mentre scorre
linfa nuclearizzata
di notturni
incubi e traguardi

Per non andare
Altrove
se non fuori casa
a prendere un po’
d’aria inquinata
in giardino.

[26 giugno 2003 - ver. 7 novembre 2007]

Frammenti di senso

nascondigli