Apatia

Indosso i segni della mia colpevolezza
Sono la vittima di me stesso carnefice
Porto con me le ferite del mio sadismo
Autodeportato in un lager di soli morti

Ricostruito come robot di spazzatura
Riconvertito a semi-umanità
Il mio odio passione virale
Bruciori di stomaco come serpe elettrica

Rivoltanti atomi di gelatinosa speme
Sperma nucleare radioattivo e alcolico
Straccio bruciante che spengo con la mia carne sciolta
Umor nero livido e sangue di lucertola

Pozione anti-magica
Ri-masturba la mia autocondanna
Fungo giallo e multicolore
e riti della canna.

Convertito al mio dolore
e ad un’esistenza statica
Non c’è più amore
se la vita è così apatica.

(24 ottobre 1995)

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