Ancora angelo ancora fuori

all’alba per le strade dei soliti pazzi
per i soliti ricatti emozionali
di quei cinque cretini che rappresentano la tua vita attuale
alle gambe delle signore sconquassate
dalle strane ripassate di nostalgia
con la colla che cola languida
verso le labbra dell’ipocrisia
colpito dal colpo dell’arbitro, ammaestrato dalle stesse parrucche
fatto di ceramica come di metallo e lingue
fatto per esser schiavo del proprio voler essere liberi
fatto come se non fosse successo, come se non fosse un fatto
il tempo passato e il tempo smorto
il tempo buttato mentre camminavamo in silenzio
incontrarti con il tuo solito cappotto lungo
l’impermeabile dei giorni di paranoia
la paura improvvisa di dover troppo spesso improvvisare
l’inutilità della pretesa autoriale
la voglia, il desiderio, il cancro
la rodente brama di vita mentre m’invento le parole
mentre dico le solite stupidaggini come fossero nuove
mentre mi butto dal grattacielo con un paracadute di sogni
mentre mi sento spuntar le ali dalla schiena
come fossero un mantello
mentre mento, mentre dico il vero
mentre rileggo i tuoi versi e non mi par strano
che io e te ci si trovi su questa strada come fosse da sempre
come se d’altronde mille secondi non fossero che un tempo effimero
e ben viaggiando ben sperando io sento il grido
io sento il tarlo che fa buchi nella mente
io sento le pareti che si aprono come petali di un fiore
ed è ora, ormai, di uscire fuori
è ora, ormai, di uscire fuori
è ora, ormai…

(8/9/2004 – 23:45)

Legami nascosti

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